Ciclismo Gran fondo Giro D'Italia, Cividale del Friuli 22 maggio 2016 foto AnsaDaniele Mosna

Il percorso della GF: l’analisi di Stefano Allocchio

C’è lui dietro all’ondulato percorso della Gran Fondo Giro d’Italia che si è tenuta il mese scorso sulle strade del Friuli. Stefano Allocchio, ex professionista e attuale direttore di corsa del Giro d’Italia ci racconta qualche segreto di come nasce una tappa della Corsa Rosa che, in questo caso, è stata poi ripercorsa da voi amatori a poche ore di distanza.

«Il Deus ex machina della tredicesima tappa dello scorso Giro e della Gran Fondo seguente è stato Enzo Cainero, che conosce il Friuli meglio di chiunque altro. Lui ci dà tante idee, che però noi dobbiamo rivedere e sistemare perché se fosse per lui saremmo sempre in salita – spiega Allocchio -. Dal lavoro insieme è venuta fuori questa frazione molto divertente, come poi effettivamente si è visto, con quattro ascese inedite, a cui aggiungo la quinta del Passo San Martino, che pur non essendo un gpm a tutti gli effetti, si è fatto sentire sulle gambe dei corridori».

Allocchio poi analizza nello specifico la Gran Fondo: «Il percorso lungo era per gente molto preparata perché prevedeva circa 2500 metri di dislivello, ma anche il medio non era da meno con due salite con pendenze importanti come il Matajur e il Drenchia. Anche le discese non erano da sottovalutare perché c’erano curve molto tecniche e gli amatori devono ricordarsi del loro status, senza pensare di essere dei pro, magari montando ruote ad alto profilo e prendendo troppi rischi. A rendere perfetto il weekend friulano ci ha pensato il tempo atmosferico con un sole quasi estivo. Speriamo che sia così anche nel 2017».
Siete curiosi di conoscere quale sarà la sfida rosa della Gran Fondo legata all’edizione numero 100 del Giro? Restate sintonizzati!