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GF Giro: più di trenta chilometri di salita per meritarsi il pasta party

Il pasta party sarà il premio più ambito dopo essersi sciroppati oltre trenta chilometri di salita e oltre 2500 metri di dislivello. Saranno quattro gran premi della montagna e mezzo, visto che il Monte San Martino pur non essendolo a tutti gli effetti aggiunge altri 3,4 km di scalata, nel caso non bastasserò già le pendenze delle altre quattro asperità friulana che dovrà affrontare chi opterà per il percorso lungo (141,2 km), che ripercorrerà il percorso che domani affronteranno i corridori del Giro d’Italia.

Si comincia con il Montemaggiore o Matajur per dirlo alla friulana (8,3 km con l’8,8% di media). La salita inizia a Savogna subito dopo l’attraversamento del ponte sul torrente Alberone, imboccando la strada sulla sinistra. L’ambiente in cui si sale è molto selvaggio, la strada è stretta, ombreggiata e tortuosa ma non pensiate di trovare sollievo nelle curve, sono quasi tutte in pendenza. Dopo i primi due chilometri con pendenza accettabile (6 – 8%) si raggiunge l’abitato di Ieronizza, dove si conclude la parte agevole della salita e dove, dopo un ponte, ha inizio il vero impegno. Si corre nel bosco, in salita ripida (10 – 12%), ma regolare.

Poi è la volta del Passo San Martino (3,4 km di fatica al 3,2%). Dopo il primo chilometro in discesa su strada stretta e dopo il ponte sul torrente Rieca si sale costantemente, ma con buona pendenza (7–8%). Attenzione anche alla discesa molto tecnica.

Arrivati a Clodig, è la volta del Drenchia (7,2 km al 6,6%),. salita divisa sostanzialmente in due sezioni, la prima dura (8 – 12%) per 4 kilometri circa, mentre la seconda più abbordabile (3.5 – 8%). Strada ombrosa nella prima parte, termina al limite del bosco, la seconda soleggiata e con panorami stupendi sulla conca di Drenchia e la cima del monte Kolovrat. Il confine Sloveno è a quattro passi. Da qui, chi opterà per il percorso medio completerà la propria fatica a Cividale dopo 82,4 km, mentre gli altri avranno due asperità da superare, la Cima Porzus (7,5 km durissimi al 9,3% su strada solitaria e ombreggiata, ambiente poco antropizzato, fondo stradale ottimo) e la salita di Valle (6,7 km all’8,8%, seguiti da una discesa molto tecnica e impegnativa per le pendenze molto superiori alla salita.) prima di fare ritorno a Cividale del Friuli dove sarà situato il traguardo. A questo link è possibile studiarsi nel dettaglio i percorsi e analizzare ogni singolo metro di salita. Buona scalata!